Pensioni, CdM da via libera a innalzamento età donne nella P.A.
Roma, 10 giugno - Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi, ha approvato il decreto che alza l'età pensionabile delle donne nella pubblica amministrazione da 61 a 65 anni, in attuazione di una richiesta pervenuta dalla UE.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha annunciato che l'innalzamento avverrà con uno "scalone unico" a partire dal 2012, senza "fasi intermedie", ma ha assicurato che l'emendamento che sarà inserito nella manovra terrà conto «del diritto delle donne maturato fino al 31 dicembre 2011». Al livello finale dei 65 anni si arriverà, quindi, a partire dal 2012 e non più dal 2018, come attualmente previsto. Questo significa, pertanto, che dal prossimo 1° gennaio 2012 le dipendenti pubbliche andranno in pensione a 65 anni, esattamente come i colleghi uomini. La disposizione sarà introdotta attraverso un emendamento alla manovra e i risparmi di spesa così prodotti, stimati, nella fase transitoria 2012-2019 in 1,4 miliardi, confluiranno, fra l'altro, in un apposito Fondo vincolato per iniziative e «azioni positive a favore della famiglia e delle donne», così come richiesto dal ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna. Sacconi ha poi stimanto la platea delle interessate al provvedimento in circa 25mila unità da qui al 2019 e ricordato che, attualmente, «l'età di pensionamento media di fatto é di 62,36 anni nel pubblico impiego tra le donne che restano, dunque, oltre i 60 anni». Il ministro ha poi specificato che sarebbe stato impossibile, per raggiungere l'equiparazione tra uomini e donne abbassare l'età degli uomini perché non lo avrebbero consentito "i mercati". Dal canto suo, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta ha confermato che l'emendamento non servirà a far cassa e che, anzi, tutti i risparmi in arrivo con questo provvedimento saranno collocati per le funzioni sociali: e precisamente, «asili nido, politiche di conciliazione e non autosufficienza». Il "sacrificio delle donne sara' compensato" dai servizi alla famiglia, alla non autosuffiecienza e all'infanzia che consentiranno di conciliare lavoro e famiglia. Lo ha detto il ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il via libera del governo all'innalzamento dell'eta' pensionabile delle donne nel pubblico impiego. Da questa scelta, ha quindi spiegato, "e' nata l'idea di far affluire le risorse nel Fondo strategico per il Paese, nella consapevolezza che questi servizi serviranno per allegerire il carico familiare che oggi grava quasi interamente sulle spalle delle donne italiane impedendo loro di dedicarsi con la dovuta attenzione alla vita lavorativa".
Pensioni di invalidità Con l'innalzamento della percentuale di invalidità necessario per la pensione dal 74 all'85%, previsto nella manovra, il risparmio è "stimato in 10, 30 e 40 milioni per il triennio 2011-2013". E' quanto riferisce il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, durante il question time alla Camera. Inoltre, "prosegue il piano di verifiche straordinarie con 100 mila visite nel 2010 e 200 mila visite l'anno per i prossimi due anni, con un risparmio previsto di 70, 130 e 180 milioni nell'arco del triennio 2011-2013. Si tratta, precisa, di "stime prudenziali". Infine, il ministro precisa che le invalidità civili, essendo "prestazioni assistenziali" con il federalismo ci sarà la "perequazione dei soli costi standard connessi ai livelli essenziali delle prestazioni. Insomma - chiude - la devoluzione si può fare ma deve esserci la responsabilita' della spesa e della decisione relativa ad essa".
* Tratto dai maggiori quotidiani