COMUNICATO
DAL COORDINAMENTO RICERCATORI PRECARI
CSA della Cisal Università
"Per la difesa delle fasce più deboli"
il CSA della Cisal Università, a seguito della riunione indetta dall'associazione ANDU il 15 gennaio us. ancora una volta ribadisce fermamente la posizione già espressa (riunione del 27.11.2009), pertanto, non è fra i firmatari del documento prodotto, in quanto, questo, non integra nel suo insieme tutte le possibili figure che attualmente costituiscono la complessa galassia dell'indotto accademico. ...segue ...Leggi Tutto...
Coordinamento Ricercatori Precari
e.mail: cisal.uni.rm@gmail.com
Tel.
06/3207941
Fax 06/3212521
Ai Dirigenti Nazionali
Ai Responsabili
Territoriali
Ai Ricercatori Precari
Loro sedi
Venerdì 15 Gennaio 2010, ho preso parte ad una riunione
indetta dall'associazione ANDU (Associazione
Nazionale Docenti Universitari)
che faceva seguito a quella dello scorso 27 Novembre 2009. L'invito per la
partecipazione era rivolto alle seguenti sigle di sindacati rappresentativi
e di associazioni accademiche:
ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CGA, CIPUR, CISAL, CISAPUNI,
CISL-Università', CNU, CNRU, CONFSAL,
FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti
Università', SUN, UDU, UGL-Università' e Ricerca, UILPA-UR,
USPUR e delle
altre Organizzazioni Universitarie.
Come già fatto per la versione del documento prodotta nella
riunione di Venerdì 27 Novembre 2009, mi sono
ancora una volta dissociata a
nome del Coordinamento Ricercatori Precari, a nome del Coordinamento Professori
Incaricati Esterni e di tutto il CSA che ha deciso di rimanere fermo sulla
posizione già espressa e, pertanto, non
sarà fra i firmatari. Il documento
prodotto, anche nella nuova versione, non integra nel suo insieme tutte le
possibili figure che attualmente costituiscono la complessa galassia
dell'indotto accademico.
Il CSA non intende chiedere infatti, che la riforma Gemini preveda
un'unica figura pre-ruolo ossia quella del
ricercatore a tempo determinato,
seppur eventualmente dotata di autonomia e responsabilità diretta nei progetti
di
ricerca; poiché questi posti saranno con ogni probabilità in numero
estremamente esiguo e quindi irraggiungibili.
Inoltre, non riteniamo
“urgente” la riforma del dottorato di ricerca di cui si parla nel documento. Le
nostre scuole
di dottorato sono in grado di offrire un'ottima preparazione
accademica, fra l'altro molto apprezzata all'estero. Una
riforma del
dottorato di ricerca in questo momento non farebbe altro che mettere in una
posizione di ulteriore
incertezza il futuro di intere generazioni di
laureati già in possesso del titolo, ma non ancora di una posizione
lavorativa sicura, concreta e professionalmente dignitosa.
Non è questa la nostra politica sindacale. Non chiediamo di
buttare in mezzo alla strada i precari. Il compito del
sindacato è quello di
difendere le fasce più deboli di lavoratori. La politica sindacale del CSA in
favore dei precari chiede quindi, diritti per questa intera classe di
lavoratori. Noi chiediamo non solo la possibilità per alcuni
lavoratori
precari di gestire fondi autonomamente ed a proprio nome e l'obbligo di
contratto per tutti i lavoratori
precari menzionati in un progetto di
ricerca una volta che questo è stato approvato e finanziato; ma soprattutto la
crescita della regolamentazione e il rispetto dei diritti sugli studi
scientifici. Va infatti sottolineato che il
numero dei lavori scientifici
pubblicati, rappresenta l'unica unità di misura della produttività di un
ricercatore e sostanzialmente l'unico fattore limitante per la
partecipazione ai concorsi pubblici accademici.
Il senso comune di giustizia in tutti i Paesi civili, concorda con
la realizzazione di leggi scritte che consentano ai
lavoratori più
penalizzati di esercitare i propri giusti diritti.
La Coordinatrice Ricercatori Precari
CSA della CISAL
UNIVERSITÀ
Dott.ssa Daria Cipollone
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